venerdì 23 ottobre 2009

Il WWF lucano chiede chiarimenti sulla "navi dei veleni"


Anche il Presidente della sezione lucana del Wwf, Vito Mazzilli è intervenuto sulla questione "navi dei veleni", i trenta mercantili carichi di rifiuti tossici e scorie radioattive fatti affondare dalla criminalità organizzata al largo delle coste calabresi e lucane. In una lettera destinata al Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, Mazzilli chiede che sia fatta luce sulla vicenda "Yvonne", la nave che trasportava 150 fusti di fanghi radioattivi e che sarebbe stata fatta affondare nel 1992 nelle vicinanze di Maratea. Mazzilli chiede al governo che la costa di Maratea sia fatta esplorare nei tempi più rapidi possibili da una nave attrezzata con l'obiettivo di fare chiarezza sulla questione e di tranquillizzare tutta la popolazione lucana, in modo particolare i residenti nell’area interessata.
La preoccupazione nasce dalle ultime notizie di stampa: a quanto pare la nave "Oceano", pur presente a poche miglia dai fondali di Maratea, non dovrebbe operare in modo da ricercare la nave dei veleni fatta affondare lungo la costa lucana. Si nutrono dubbi, inoltre, sull’efficacia delle operazioni effettuate dalla precedente nave, l’ "Astra", che avrebbe scandagliato i fondali marini in presenza di avverse condizioni meteo.
Nel 2007 il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata commissionò uno studio all'Istituto per l'ambiente marino costiero del Cnr per ricavarne una cartografia marina e costiera. Si trattava di realizzare la cartografia morfobatimetrica al largo della costa lucana, ma nello stesso tempo le attività avrebbero consentito di acquisire informazioni su ciò che poteva essere presente in quel tratto e in quello immediatamente confinante. Nel corso di quattro campagne oceanografiche furono utlizzate le navi "Urania" e "Thetis" e la research vessel "Napoli" che effettuarono rilievi fino a una profondità di 600 metri. Le ricerche si conclusero con la stesura della cartografia, così come richiesto, ma esse evidenziarono anche la presenza di 7 "macchie" di materiale incognito. Potrebbe trattarsi di rocce ma una di queste "macchie" è ritenuta particolarmente significativa perché simile a quella della nave affondata che è stata rilevata a suo tempo a largo di Cetraro, in Calabria.

Il Wwf della Basilicata sarà quindi presente alla manifestazione di Amantea, sabato 24 per chiedere che sia fatta chiarezza sulla presenza delle navi dei rifiuti lungo le coste, precisando che eventualmente sarà necessario procedere alla bonifica dei fondali contaminati.

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