venerdì 6 novembre 2009

Operazione Alias: primi interrogatori e nuovi sospetti.


Eventi che si susseguono e che potrebbero avere un comune denominatore. L’operazione Alias, con la quale i Carabinieri di Pisticci sono intervenuti sul territorio nell’ambito delle attività di contrasto del fenomeno droga, ha aperto la strada ad alcune ipotesi di connessione con altri episodi criminosi o comunque sospetti verificatisi di recente a Marconia. In questa direzione si muovono, infatti, gli inquirenti come è emerso a margine della conferenza stampa tenuta dai Carabinieri a Matera, nel giorno in cui sono stati perfezionati i 18 interventi di custodia cautelare relativi proprio ad Alias. Certezze non ne emergono, anche perché le indagini sono ancora in corso. Ma pare che l’incendio del Bar Marconia, nella centralissima piazza Elettra, avvenuto lo scorso 30 settembre, possa in qualche modo spiegarsi come evento maturato nell’ambito di alcuni degli ambienti poi coinvolti in Alias. A tal proposito giova anche dire che il quadro accusatorio delle 18 persone arrestate è differente. Non a caso solo 8 di queste sono state tratte in arresto. Per gli altri sono scattate le restrizioni domiciliari. E’ da precisare, inoltre, che le persone coinvolte non sono state ritenute far parte di una vera e propria organizzazione radicata. Si è parlato, infatti, di una struttura disordinata, dove i rapporti mutavano in base alle amicizie o alle esigenze di approvvigionamento, che poi erano soddisfatte da chi, invece, provvedeva a mantenere aperti i canali con Taranto e Napoli, attraverso viaggi frequenti ed il ricorso a quantitativi non esorbitanti, ma comunque fruttuosi. Per tornare al Bar Marconia, invece, c’è da dire che una teoria del genere smentirebbe l’ipotesi, diffusa a caldo dagli stessi Carabinieri, di un incendio per cause accidentali, facendo propendere a questo punto per un quadro doloso. Anche il pestaggio di un giovane di Marconia avvenuto qualche giorno prima dell’operazione dei Carabinieri ad opera di tre individui di Policoro, potrebbe avere una connessione con l’indagine che ha portato a perfezionare Alias. Come, poi, questi fatti possano intersecarsi non è ancora chiaro perché, come già riferito, le indagini sono in corso. Ma una matrice comune, per parte dei soggetti coinvolti, potrebbe esserci ed anche in tal senso si attendono quegli ulteriori sviluppi di cui pur qualcosa si è anticipato in sede di conferenza stampa.Comune, poi, è anche l’elemento che ha dato il via all’inchiesta, circa un anno fa. Tra l’ottobre 2008 ed il febbraio 2009, infatti, prima a Pisticci e poi a Marconia, si verificarono due morti sospette, spiegate tecnicamente con il referto di arresto cardio-circolatorio, ma avvicinate in fase di indagine al giro dell’eroina. La scomparsa dei due giovani ha rappresentato, pertanto, un elemento determinante , poiché di lì è scaturito quell’allarme sociale che l’Arma ha provato a rimuovere anche attraverso i recenti interventi e che ha spinto ad aprire un capitolo d’indagine prioritario. Avvenne qualcosa del genere anche a Ferrandina, qualche mese addietro, con l’operazione Fight Club, originata pure da una morte sospetta.Intanto, dopo gli arresti di Alias, si sono svolti ieri gli interrogatori di garanzia per le otto persone trattenute in carcere, alla presenza del gip Roberto Scillitani. De Luca, Lapadula e Potenza, difesi dall’avvocato Amedeo Cataldo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’avvocato Giandomenico Di Pisa ha invece difeso Carrescia, la cui posizione pare sia già stata ridimensionata rispetto al quadro accusatorio. Sarà ascoltato a breve, infine, Blancagemma, al cospetto del gip di Trento, dove si trova per motivi di lavoro.

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