domenica 13 dicembre 2009

Archiviata l'inchiesta "Toghe lucane"


Nel febbraio del 2007, l'inchiesta dell'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, si abbatte' come un ciclone sulla Basilicata portando a dimissioni e a trasferimenti "eccellenti". Alti magistrati, politici di primo piano, imprenditori e rappresentanti delle forze dell'ordine indagati perche' accusati di far parte di un comitato di affari che avrebbe gestito un vasto giro di interessi, dalla sanita' al turismo passando per le banche.

Nei mesi scorsi vi erano state una serie di archiviazioni; ora l'assoluzione di quattro persone e il dissequestro del villaggio turistico Marinagri di Policoro (Matera) hanno dissolto le accuse del magistrato napoletano e posto la parola fine a "Toghe lucane", una vicenda che, comunque, ha cambiato la storia recente della regione lucana.

Stamani il gup di Catanzaro Gabriella Reillo ha assolto perche' il fatto non sussiste i quattro imputati nel processo con rito abbreviato generato dall'inchiesta: i titolari del villaggio, Vincenzo e Marco Vitale, il sindaco di Policoro, Nicolino Lopatriello, ed il dirigente del settore urbanistica dello stesso Comune, Felice Viceconte. I quattro erano accusati di concorso in truffa aggravata e violazioni edilizie nell'ambito della realizzazione del villaggio. Il gup ha inoltre disposto il dissequestro dell'ultima parte dello stesso villaggio, che, quindi, e' completamente tornato in possesso della omonima societa'. Ne sono felici soprattutto gli oltre 500 lavoratori e i sindacati che per mesi hanno protestato contro la chiusura della struttura da realizzare sullo Jonio lucano e il cui valore e' stimato intorno ai 200 milioni di euro. Saranno costruite villette, posti barca, un porticciolo, due alberghi e strutture sportive. Nell'aprile del 2008 lo "stop", imposto dal sequestro; ora i lavori potranno ricominciare.L'inchiesta "Toghe lucane" invece, di fatto, chiuse la carriera da magistrato del Procuratore della Repubblica di Potenza, Giuseppe Galante, che decise di dimettersi il 16 aprile del 2007, mentre il sostituto Vincenzo Montemurro chiese ed ottenne il trasferimento a Salerno. D'ufficio, su decisione unanime del Csm, fu poi deciso il trasferimento di Iside Granese, che era Presidente del Tribunale di Matera, alla Corte di appello di Roma, e di Felicia Genovese, al Tribunale di Roma.Proprio Felicia Genovese rappresentava - secondo l'accusa avanzata da De Magistris - uno dei principali collegamenti tra la magistratura e i piu' alti gradi della politica lucana, in quanto moglie dell'ex direttore generale dell'ospedale San Carlo di Potenza (la piu' grande struttura sanitaria della Basilicata), Michele Cannizzaro, che si dimise il 14 maggio 2007, in piena "bufera giudiziaria".Per Genovese e Cannizzaro, la Procura di Catanzaro ha poi chiesto l'archiviazione. Stessa richiesta e' stata fatta per la grande parte degli indagati, tra i quali il Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo (Pd), il suo predecessore Filippo Bubbico (sottosegretario nell'ultimo Governo Prodi), il Procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, il Procuratore di Matera, Vincenzo Chieco, il giudice Granese. Nomi "eccellenti" per i quali la Procura di Catanzaro, dopo l'uscita di scena di De Magistris ha escluso responsabilita', azzerando il ciclone provocato dalle indagini, dalle perquisizioni e dai sequestri dall'ex pm, oggi europarlamentare.

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