domenica 27 marzo 2011

Da una costola del PD, nasce Forum Democratico.

Il Forum Democratico ha una sua fisionomia ufficiale e, dopo i primi rumors, è sceso in campo con una posizione precisa, affidata ad un lungo comunicato che spiega le ragioni dei cosiddetti “scissionisti” del Pd. Anche se i componenti di questo gruppo, che al momento non sembrerebbe costituire ancora un soggetto politico organizzato per presentarsi in proprio alle elezioni comunali, si sentono membri del Pd, pur avendo posizioni diverse da quelle assunte dalla segreteria cittadina. A far parte del movimento diverse anime del partito, corrispondenti grossomodo a quella parte di iscritti rimasta fuori in seguito all’ultimo congresso cittadino. Fra gli altri, a Forum Democratico guardano l’ex segretario pisticcese del Pd, Enzo Montano, l’attuale consigliere provinciale Pd, Vito di Trani, una parte della vecchia anima dossettiana (Angelo Fontana, Gaetano Esposito), l’ex assessore comunale Mario Laurenza, l’ex consigliere comunale Giuseppe Sigismondo ed altri, in passato appartenenti ai scomparsi Ds e Margherita. Pur non avendo ancora sciolto il nodo relativo ad una discesa in campo in proprio, negli ultimi giorni una delegazione del Forum ha tenuto incontri con alcune formazioni politiche del centro sinistra. Ma, pur rimarcando le differenze anche con toni fortemente critici verso l’operato dell’attuale segreteria cittadina Pd, quelli del Forum si dicono intenzionati a lavorare per l’unità del centro sinistra, a partire dal modello lucano ed in fondo sembrano cercare un punto di mediazione che possa evitare quella che, diversamente, sarebbe una forte divisione di uno dei partiti più rappresentativi del quadro elettorale. Ci sarà tempo e modo per tornare a sintesi? Massimo in venti giorni sarà tutto chiaro. Nel frattempo pubblichiamo per intero il primo documento ufficiale diffuso dal Forum Democratico, per capirne meglio le posizioni. "All’indomani dell’ultimo congresso locale del Pd, più volte siamo stati tentati di affidare alla stampa le nostre considerazioni, informando la cittadinanza di quanto si stava verificando. Alla fine è prevalso il senso di responsabilità e si è cercato di portare il confronto nelle sedi deputate per evitare un gioco al massacro, gravido di fibrillazioni, ulteriori incomprensioni e contrasti. In diverse occasioni ci siamo surrogati all’inerzia della segreteria locale, tentando di smussare gli angoli nell’interesse della cittadinanza, del partito e dell’intero centrosinistra. Questo atteggiamento è emerso anche durante l’incontro avuto con il segretario regionale, in presenza del quale la dirigenza locale aveva fornito ampie rassicurazioni – purtroppo clamorosamente disattese nei fatti – che avrebbe riconosciuto “pari dignità” ad una componente importante del partito. Abbiamo l’impressione che il nostro atteggiamento moderato ed accomodante sia stato inteso come una forma di debolezza ed in questa prospettiva va inquadrato il comunicato stampa di Rocco Negro. E’ evidente, infatti, come il segretario non voglia, in concreto, l’unità del partito ma metta in campo un tentativo (per la verità maldestro) di apparire agli occhi della cittadinanza come il pacificatore che pazientemente si prodiga per ricondurre sulla retta via una serie di “amici” bizzosi e guerrafondai. Come direbbe qualcuno, la domanda nasce spontanea: quando mai l’intenzione di unificare un partito viene affidata agli organi di stampa? Una concreta volontà di unificare si realizza solo attraverso una interlocuzione con i diretti interessati, che, nel nostro caso, non c’è mai stata né, tanto meno, è stata cercata. Ed ancora. Come si concilia questa (solo blaterata) volontà di unificare il partito con l’atteggiamento piccato che il segretario Negro ha avuto nei confronti dell’IDV, colpevole di averci invitati al tavolo del centrosinistra, quel tavolo che proprio lui non ha voluto o non è stato in grado di comporre? A questo punto si impone un’operazione di verità che, nostro malgrado, non può rimanere al chiuso delle segreterie di partito. L’ultimo congresso locale del PD ha consegnato alla cittadinanza un partito lacerato e diviso, nel quale la c.d. maggioranza – è singolare parlare di maggioranza e minoranza in assenza di un confronto democratico – piuttosto che preoccuparsi di ricucire gli strappi ha pervicacemente (ed in maniera miope ed autolesionistica) perseguito l’obiettivo di marginalizzare una componente, tentando di estrometterla dalle dinamiche del partito. Lo stesso atteggiamento autoreferenziale ha contraddistinto, in negativo, i rapporti con le altre forze del centrosinistra, tant’è che, ad oggi, il PD locale non è riuscito a convocare un tavolo dei partiti del centrosinistra, limitandosi a stringere un’alleanza con due liste civiche, una delle quali capeggiata da due soggetti politici (Mastronardi e Caramuscio) che durante la precedente consiliatura hanno umiliato il Pd e l’intero centrosinistra, fungendo da stampella all’amministrazione Leone. Nel ribadire una convinta e ragionata adesione allo Statuto ed ai principi fondativi del Pd nazionale, regionale e provinciale, rappresentiamo una forma di imbarazzo nei confronti delle “strategie” elettorali messe in campo dal Pd pisticcese. In particolare, non condividiamo la fuga in avanti con la quale il Pd locale ha stretto alleanze con due liste civiche, senza confrontarsi con gli altri partiti che, a livello regionale e provinciale, costituiscono le coalizioni del centrosinistra. In questa prospettiva, l’obiettivo del neocostituito “Forum Democratico” è quello di contribuire a creare – eliminando posizioni di privilegio e/o autoreferenziali – un tavolo del centrosinistra che, partendo dalla elaborazione e condivisione dei programmi, rappresenti il viatico per la costituzione di una coalizione che possa presentarsi in modo organico e coeso all’elettorato. Il tempo delle faide interne e delle fronde è finito: organizziamoci per offrire alle nostra comunità una valida alternativa di governo. Il tempo dei personalismi è finito: impegniamoci, in un’ottica autenticamente democratica, per mettere in campo un’azione programmatica ed amministrativa che, riconoscendo pari dignità a tutti i soggetti politici, valorizzi le sensibilità e le potenzialità di tutte le anime del centrosinistra. Ti invitiamo, segretario ad impegnarti realmente e seriamente in questa prospettiva. L’invito, ovviamente, è rivolto anche al segretario provinciale".

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