mercoledì 4 maggio 2011

Intervista al mister dell'Esedra Marconia Vito Venezia.



“Abbiamo rischiato in due o tre situazioni - commenta il tecnico biancazzurro nel post gara contro il Real Peppino Campagna - e non abbiamo concretizzato tutto quello che abbiamo costruito. Sbagliate diverse chance, alla fine abbiamo creato molto di più degli avversari e meritato la vittoria”. Era lecito aspettarsi le squadre non al top dopo tutte queste partite? “Una leggera pesantezza nelle gambe, considerando il campionato volgente al termine, poteva anche starci e difatti c’è stata - ricorda Venezia - ma i ragazzi hanno tenuto bene il campo e, stretti i denti e serrate le fila, sono stati bravi a ottenere i tre punti”. Con questa vittoria già si può festeggiare la salvezza? “Non ci pensiamo ancora, anche se la Libertas di Montalbano è abbastanza lontana. Adesso pensiamo a lavorare sereni per affrontare concentrati domenica la già promossa Avis di Policoro. E sarà difficile perché sono i più forti”. Lei potrebbe, a conti fatti, centrare la salvezza al suo primo anno sulla panchina biancazzurra: “Se la matematica non mi sconfessa, si. Mi sono messo subito a disposizione del gruppo, ho cercato di capirli uno per uno, restando sempre me stesso. Qui c’è un ambiente molto casereccio, al quale però bisogna adeguarsi. Mi ritengo abbastanza fortunato a far parte di questo gruppo col quale spero di raggiungere a fine stagione un traguardo così importante”. Non ha ancora chiuso ufficialmente il campionato con la salvezza, ma Venezia pensa già al futuro: “E’ stato investito molto per il mantenimento a galla nella categoria, e dovessero sussistere alcuni presupposti, ci saremo anche nella prossima, magari per giocarcela lassù. Ma in ogni caso questa squadra sarà pronta a farsi valere”. Dopo aver definito eccellente il lavoro svolto dalla società, il tecnico biancazzurro ha elogiato il collettivo: “Fino a questo momento io sono molto contento per quello che il gruppo ha fatto. Si è mostrato decisivo in tante partite. E’ normale aspettarsi il massimo dalle individualità che si hanno in squadra, ma non sempre questo è possibile. E quando non lo è stato, proprio la coesione del gruppo ha supplito alle carenze individuali e fatto la differenza in positivo. Tengo a dire che abbiamo disputato una stagione meravigliosa, qualora comparata alle nostre risorse. Andrebbe scritto a caratteri cubitali un “grazie” a questo gruppo perché tutti, ma proprio tutti, sono stati grandi”.




Cristian Camardo

Nessun commento:

Posta un commento