venerdì 20 aprile 2012

Acque e sedimenti a valle dello scarico di Tecnoparco, l'Ass. "Emanuele 11e72" finanzia le analisi: sono inquinate.

Colella: "tutti gli estremi per l'intervento della magistratura"

L’Associazione Emanuele 11e72 sabato 14 in assemblea pubblica, svolta presso la Sala Consiliare della Delegazione Comunale di Marconia, ha reso noti i dati delle analisi ambientali effettuate su acque e sedimenti nella Valbasento, precisamente prelevati poco a valle dello scarico di Tecnoparco. In apertura, il Presidente dell’Associazione Giuseppe Cisterna, ha avuto premura di ringraziare tutti i cittadini che hanno partecipato agli eventi organizzati nell’estate 2011, attraverso i quali l’Associazione è riuscita a raccogliere la maggior parte dei fondi per finanziare le analisi. “Ogni anno – afferma Cisterna - come associazione devolviamo una somma all’AIL per la ricerca contro il cancro. Quest’anno invece abbiamo dirottato il nostro contributo verso la prevenzione, spendendo ben volentieri 758,57 € per finanziare le analisi, che abbiamo scelto di affidare ad un laboratorio certificato in Toscana”. Dopo aver rimarcato come il trend di incidenza tumorale, molto più alto in Basilicata rispetto ai dati nazionali, la parola è passata al Sindaco di Pisticci. Il Dott. Di Trani, oltre a sottolineare l’impegno che la sua amministrazione dedica giornalmente al problema rifiuti, ha ritenuto opportuno evidenziare come importante possa risultare una presa di coscienza da parte di tutti i cittadini, che – dichiara il primo cittadino - “devono mettere da parte l’omertà e denunciare ogni abuso”. E’ spettato, poi, alla Geologa Albina Colella, docente ordinario dell’Unibas, il compito di illustrare i dati delle analisi, denotando sia su acque che sedimenti una notevole contaminazione da idrocarburi, alluminio, rame, cadmio ed azoto. “Sostanze pericolosissime – asserisce la Prof.ssa Colella - che inevitabilmente entrano nella catena alimentare e giungono sulle nostre tavole, causando gravissimi danni al livello celebrale(alluminio) e polmonare(idrocarburi)”. “Alla luce di queste analisi e del fatto che oltrepassino di gran lunga i limiti previsti dal DL 152/2006 – conclude la Colella – ritengo ci siano tutti gli estremi per l’intervento della magistratura”. Il seguito del dibattito è stato arricchito dal Tenente Giuseppe Di Bello, il quale dopo aver esposto alcune vicissitudini che ha dovuto affrontare per le battaglie sostenute contro l’ex Liquichimica di Tito e Fenice di Melfi, ha dichiarato che:”Alla luce dei risultati delle analisi, è palese che per sostenere questa lotta non debbano esistere colori politici, perché è necessario che tutti agiscano tenacemente per la tutela dell’ambiente e della nostra vita”.

su La Nuova del Sud del 16/04/2012

Mario Quinto

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