venerdì 20 aprile 2012

Storie pisticcesi anni '40. Il Ce.c.a.m. ha proposto una commedia in vernacolo.



Ha avuto luogo nell’Auditorium dell’Itas di Marconia, ieri, la commedia teatrale dell’Associazione Ce.C.A.M. interamente recitata in dialetto pisticcese, dal titolo “Uagnarè . . agghjj avute u puntantiffe”, che tradotto è “Ragazza . . ho avuto il collier”. E’ proprio il collier o collana, ad avere l’assoluta centralità nella vicenda, scritta da Pietro Martino. Il racconto è ambientato a Pisticci negli anni ‘40/’50, e narra le difficoltà che all’epoca incontravano le giovani figlie sul punto di maritarsi. Le particolarità sono state ottimamente rappresentate in una famigliola formata dalla mamma Rosantonia, rigorosamente vestita a Pacchiana, ben interpretata da Stella Zambrella, da papà Giovanni ovvero Anio Viggiani e le due figlie Antonietta impersonata da Maria Risimini e Carmela magistralmente interpretata dalla frizzante Maria Angelone. Proprio Carmela, fidanzata con Nicola cioè Franco Reho, in procinto di sposarsi, incontra innumerevoli difficoltà in più delle volte create da un padre “vecchia maniera” e molto esigente. A quel tempo, fondamentale era che il maschio donasse l’anello alla sua amata, ma di non indifferente importanza era il collier. Nonostante i buoni propositi di Nicola, però, papà Giovanni ha sempre visto malvolentieri la possibilità di un matrimonio. Ma l’arrivo in scena di Maria Lauria nei panni di Zia Filomena, sbalordisce tutti, perché porta con se un collier speciale per Carmela. Alla vista tutti si sciolgono, papà Giovanni rimane di stucco e Carmela con Nicola possono brindare per un matrimonio che sa da fare. Ad rendere più graziosa la vicenda il sottofondo di musica popolare di Francesco Di Marsico, Vincenzo Iannuzziello e Antonio Lo Frano. “Dopo tantissimi anni di attività della nostra Associazione – afferma il Presidente Giovanni Di Lena - corre l’obbligo sottolineare la dedizione e la perseveranza con le quali i soci si sono adoperati in tutte le attività, come in questa, in cui il Ce.C.A.M. ha indossato questa nuova veste teatrale per dare lustro all’opera del nostro maestro Pietro Martino”. “Un particolare ringraziamento –conclude Di Lena - inoltre, va elargito al calorosissimo pubblico che fuori da ogni aspettativa è stato molto numeroso”.






su La Nuova del su del 16/04/2012



Mario Quinto

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