martedì 4 settembre 2012

Circolo Legambiente Pisticci: Incendi e dissesto idrogeologico, due volti diversi dello stesso problema


Buona parte del territorio pisticcese è ricoperto da ulivi, boschi e macchia mediterranea: un patrimonio arboreo tra i più importanti del materano per ampiezza e per varietà di specie. Ci si trova di fronte ad una immensa ricchezza per l'ambiente e l'economia, per l'equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio.


Quello che è successo qualche giorno fa nel nostro territorio potrebbe rivelarsi rischioso, poichè il territorio ha subito grandi alterazioni a causa della perdita di habitat, biodiversità, paesaggi, storia e stabilità idrogeologica dei versanti.
Può sembrare strano, ma il fenomeno degli incendi e quello del dissesto idrogeologico potrebbero essere in parte correlati.
Legambiente Pisticci vuole lanciare un allarme sul rischio del territorio pisticcese e nello stesso tempo, intende far riflettere su tutto quello che è successo e  invita gli enti preposti a eseguire al più presto, uno studio sulla vulnerabilità dei versanti colpiti da incendio.
In seguito alla vastità dell’incendio del mese scorso e considerando i problemi di dissesto idrogeologico della collina pisticcese, due sono i fattori alquanto preoccupanti: l’arrivo delle piogge autunnali e il periodo di siccità.
Secondo i dati ricavati dalla medie di quantità di pioggia, negli ultimi dieci anni , si evince che durante il periodo  settembre-dicembre si sono verificate  precipitazioni di circa 300 mm.
Ci sono  tutti gli elementi scientifici per parlare di  rischio idrogeologico: da quelli appena elencati, alla pendenza del versante diventato nudo da vegetazione, fino ad arrivare alla natura sedimentologica del versante in questione: sabbie che poggiano su argille.
Cosa succede quando un versante simile è percorso dal fuoco?
Il suolo, con il passaggio del fuoco, subisce un forte aumento della temperatura che coinvolge solo lo strato più superficiale del terreno, mutandone la struttura, la sua composizione chimica e i microrganismi presenti superficialmente. Gli effetti degli incendi sulla fertilità dei suoli sono variabili e controversi: la cenere derivata dalla combustione della sostanza organica è ricca di nutrimenti che migliorano la fertilità dei suoli (azoto, fosforo, potassio, magnesio, sodio). Tuttavia la presenza della cenere stessa sul terreno, influendo negativamente sullo sviluppo radicale delle piante, inibisce l'assorbimento dei nutrimenti stessi.
Le alterazioni delle condizioni naturali del suolo prodotte dal passaggio del fuoco favoriscono i fenomeni di dissesto dei versanti provocando, in caso di piogge intense , lo scivolamento dello strato di terreno superficiale. Questo è plausibile perché è un processo favorito dall’impatto delle piogge violente ed insistenti sul versante completamente nudo e privo di assorbimento.
Sia la parte di versante sabbiosa che quella argillosa, dopo un incendio, si comportano come se fossero impermeabili. In più, nella parte argillosa, l’acqua non essendo captata da vegetazione distrutta dall' incendio, cambia stato accentuando lo scivolamento del versante. Da considerare importante anche l’interazione dell’apparato radicale con i sedimenti. Senza questo lavoro i sedimenti sono più sciolti e sono più soggetti a movimenti, influendo sulla stabilità del versante.
Ovviamente gli alberi e il loro apparato radicale non sono la soluzione del problema, ma possono limitare e di molto il dilavamento del substrato e conseguenti dissesti.
Tutte queste possibili considerazioni, dovrebbero far chiedere a tutti gli attori interessati, una maggiore attenzione, salvaguardia del territorio e prevenzione da rischi naturali.
Un' eventuale prevenzione farebbe parte di quella fetta di manutenzione di cui il nostro territorio avrebbe, così tanto bisogno, soprattutto dopo un incendio del genere.
Pisticci non può più permettersi di perdere parti di territorio, anzi deve assolutamente riattivare quelle aree che sono considerate passive restituendole all’ambiente ed all’economia locale.
Legambiente Pisticci inoltre, per il secondo anno consecutivo e in vista degli ultimi eventi accaduti al nostro territorio, propone l'organizzazione della Festa dell'Albero, per la quale sarà comunicata a breve la data. Intanto il Circolo pisticcese di Legambiente invita per questo evento tutte le associazioni, i cittadini e le amministrazioni a  cooperare insieme, con l’intento di valorizzare l’ambiente e il patrimonio arboreo e boschivo del nostro paese, di perseguire le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria e la vivibilità del territorio pisticcese.

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