martedì 27 maggio 2014

Centro Democratico su risultati europee in Basilicata.

“A livello nazionale Scelta Europea ha ottenuto lo 0,71 per cento. Decisamente in controtendenza è il dato della Basilicata con il 3,6 per cento ed ancor più sorprendente è quello della provincia di Matera con il 7,4 per cento (più di dieci volte il consenso percentuale nazionale)”. 
E’ quanto scritto in una nota del coordinamento regionale di Centro Democratico, in cui sono messi in evidenza “i risultati conseguiti a livello personale dal capogruppo alla Regione, Nicola Benedetto (6.346 preferenze a livello regionale e 8.877 complessive di Circoscrizione Sud che lo collocano subito dopo il segretario nazionale Bruno Tabacci) oltre che quelli di Bernalda (31,8 per cento, primo partito) e di Pisticci (17,4 per cento). Risultati - è spiegato nella nota – che nonostante siano diversi in provincia di Potenza (2 per cento) e nel capoluogo di regione (di poco superiore al 2 per cento) hanno un significato politico ancora maggiore in relazione alla polarizzazione del voto tra i partiti maggiori che si è registrata con il trionfo del Pd di Matteo Renzi, che ha cannibalizzato soprattutto i partiti alleati nella maggioranza di governo, e in Basilicata andando ben oltre il traguardo storico nazionale”. Nel comunicato è contenuto anche un intervento del consigliere comunale di Pisticci, Rossana Florio: “Rispetto al quadro nazionale la nostra proposta politica per le europee decisamente innovativa non ha avuto il tempo necessario per essere conosciuta dagli elettori in modo da differenziarsi specie dall’idea di Europa sostenuta dal Pd. Essa però ha retto benissimo soltanto in Basilicata e in provincia di Matera nello specifico, con qualche altra rara eccezione di “isola” di consensi elettorali a carattere territoriale per lo più al Sud, grazie, evidentemente, al legame con il territorio che continua a mantenere la sua rappresentanza politica e grazie ad una candidatura che rappresenta questo legame consolidato negli anni. La lezione da cogliere e su cui avviare una riflessione: la geografia politica italiana va rapidamente mutando e bisogna responsabilmente saper interpretare il diverso orientamento degli elettori dell’area moderata, riformista e progressista, rafforzando il rapporto con le comunità locali”. 

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